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L’idea prog­et­tuale:
L’inserimento lavo­ra­tivo di Soggetti Svan­tag­giati e

il Tur­ismo Accessibile.

L Idea Progettuale

L’esperienza di questi lunghi anni nel set­tore del recu­pero e social­iz­zazione dei minori ha por­tato a con­clud­ere che solo attra­verso il lavoro, un diritto e una lib­ertà irri­n­un­cia­bile per ognuno, si può sper­are di real­iz­zare un con­creto recu­pero sociale, a ben­efi­cio della collettività.

Questo ha spinto i soci della coop­er­a­tiva molte volte ad inter­rog­a­rsi sul futuro dei ragazzi ospiti, soprat­tutto di quelli che abban­do­nano la scuola e di quanti sono in una situ­azione di svan­tag­gio; molti di loro chiedono aiuto, spe­cial­mente nel momento in cui devono affrontare l’inserimento nel mondo del lavoro.

A tale scopo in una prima fase si è uti­liz­zato il lab­o­ra­to­rio didat­tico di faleg­name­ria, attivo da circa 10 anni e che è rius­cito a coin­vol­gere 30 minori tra i 11 e i 17 anni affi­dati alla Comu­nità di tipo famil­iare e al Cen­tro Diurno.

Il Lab­o­ra­to­rio, nato come momento di attiv­ità ludico-​manuale, col tempo si è trasfor­mato in attiv­ità riabil­i­ta­tiva e di recu­pero, soprat­tutto nei con­fronti di quei ragazzi che non si affer­ma­vano negli studi o che, avendo dif­fi­coltà relazion­ali, non ave­vano grandi prospet­tive di inser­i­mento lavo­ra­tivo dopo la mag­giore età. L’attività avvi­ata in maniera sper­i­men­tale, è servita per raf­forzare il con­cetto di “impegno”, attra­verso lo scan­dire di tutti i momenti di coin­vol­gi­mento nella stessa attiv­ità; tale sper­i­men­tazione ha coin­volto in maniera costante 4 ragazzi di cui una ancora atti­va­mente impeg­nata.

Il lab­o­ra­to­rio, comunque, non poteva essere l’unica attiv­ità per svilup­pare una più giusta idea di inser­i­mento lavo­ra­tivo e dare una mag­giore prospet­tiva di real­iz­zazione di sé stessi e di val­oriz­zazione delle pro­prie capacità.

Nasce così l’idea di svilup­pare un prog­etto di ori­en­ta­mento prima e di inser­i­mento lavo­ra­tivo dopo, attra­verso anche ad un’operazione di spin-​off,. Questo ha con­dotto i soci alla ricerca di attiv­ità che potessero meglio real­iz­zare quest’idea; ci si è ori­en­tati verso un’ attiv­ità che seguisse un cam­mino di non “dipen­denza dagli Enti Pub­blici”: per­tanto il Tur­ismo Sociale è sem­brato più oppor­tuno, dando così anche un con­trib­uto alla riva­l­u­tazione del nos­tro ter­ri­to­rio. Nel corso della ricerca del luogo dove poter real­iz­zare al meglio tale idea, i soci hanno indi­vid­u­ato la Masse­ria Belvedere sita in Liz­zano in Provin­cia di Taranto.

Tale sito è ido­neo a svilup­pare una serie di attiv­ità inte­grate tra loro, uti­liz­zando una delle risorse più impor­tanti del nos­tro ter­ri­to­rio, “l’Ambiente” attra­verso il turismo.

Tale attiv­ità vanno dalla ricettiv­ità tur­is­tico extral­berghiero, all’opportunità di sper­i­men­ta­rsi nella ris­torazione delle tradizioni; dall’accoglienza diurna di minori del ter­ri­to­rio, all’opportunità per tutte le fasce d’età di trascor­rere a con­tatto con la natura momenti di gioco e di relax.

Questo prog­etto ha come Mis­sion la creazione di nuovi posti di lavoro, des­ti­nati preva­len­te­mente a soggetti ad alto ris­chio di emar­gin­azione, e di svilup­pare il Tur­ismo sociale, inteso come il diritto al godi­mento del tempo libero attra­verso la creazione delle migliori con­dizioni pratiche d’accesso, di tutti i cit­ta­dini un ”tur­ismo acces­si­bile”.

Il nos­tro vuole essere un “Tur­ismo sociale2” (al quadrato) per­ché svilup­pato da cit­ta­dini svan­tag­giati e des­ti­nato a soggetti svantaggiati.

Lo Spin-​Off

A marzo 2006 la mag­gior parte dei soci della Coop­er­a­tiva LA MIMOSA ha dato vita ad una nuova Coop­er­a­tiva sociale di tipo B, nella quale si pos­sono svilup­pare attiv­ità speci­fiche per meglio attuare prog­etti di recu­pero, riabil­i­tazione e inser­i­mento sociale di soggetti svan­tag­giati con una par­ti­co­lare atten­zione anche ai ragazzi (dai 16 anni in poi) ospiti della comu­nità famil­iare ; a tale propos­ito la coop­er­a­tiva “madre” è diven­tata socio sovven­tore della Coop. Albano Lib­er­ato, impeg­nan­dosi ad accom­pa­gnare nella fase di star-​up la nuova Coop­er­a­tiva, met­tendo a dis­po­sizione la sua espe­rienza nel set­tore sociale, le conoscenze di rete, le risorse mate­ri­ali e finanziarie e tutte le pro­fes­sion­al­ità nec­es­sarie alle attività.

La Coop­er­a­tiva di tipo B è stata chia­mata “Albano Lib­er­ato”, dal nome del socio della Coop­er­a­tiva La Mimosa, che ha ded­i­cato la sua vita alla pro­mozione dei gio­vani e al recu­pero dell’emarginazione, attra­verso prog­etti che val­oriz­zano la per­sona ed il senso della dig­nità dell’uomo sem­pre e comunque.

La mis­sion della coop­er­a­tiva è quella di creare le con­dizioni favorevoli d’inserimento sociale e lavo­ra­tivo per per­sone svan­tag­giate, così come indi­vid­u­ate dall’art.4 comma 1 della Legge n. 381/​91, nella con­vinzione che il lavoro è per ognuno un modo di vivere con dig­nità il pro­prio tempo.

La Coop­er­a­tiva ha indi­vid­u­ato alcuni obi­et­tivi che sosten­gono e danno corpo alla sua “missione”:

  • Dif­fondere e svilup­pare la cul­tura della solidarietà;

  • Col­lab­o­rare ed inte­grarsi con le altre coop­er­a­tive per creare nuove oppor­tu­nità di lavoro, per il svilup­pare il ruolo della coop­er­azione e raf­forzarne la pre­senza sul mercato.

  • Costru­ire solide oppor­tu­nità di lavoro e red­dito per tutti i soci lavo­ra­tori, ponendo atten­zione alla ricerca del per­son­ale, alle con­dizioni di lavoro, ai cri­teri di for­mazione ella inte­grazione sociale del cit­tadino mar­gin­al­iz­zato, di autono­mia, di crescita personale;

  • Costru­ire pro­fes­sion­al­ità e com­pe­tenze negli ambiti in cui opera attra­verso la val­oriz­zazione delle risorse umane.

Si può con­clud­ere quindi che la Coop­er­a­tiva, con le sue carat­ter­is­tiche (cen­tral­ità della per­sona, val­oriz­zazione delle indi­vid­u­al­ità, lavoro col­let­tivo), ha come obi­et­tivo la real­iz­zazione di un ambi­ente lavo­ra­tivo capace di pro­durre benessere, apparte­nenza, pro­tag­o­nismo. Ambi­ente per­ciò salutare per ogni per­sona, ma par­ti­co­lar­mente per col­oro che “nor­mal­mente” sper­i­men­tano esclu­sione ed indifferenza.